PERSONAGGI

Abbiamo il senso della misura ma…non rompete le spatole! 

Tra i personaggi con cui mi capita di avere a che fare più spesso tra le quattro mura di questo laboratorio ci sono gli strumenti del mestiere del mio chef. Quando parlo di strumenti del mestiere mi riferisco a quelle che io considero come le estensioni delle sue mani, gli attrezzi che gli permettono di concludere il suo lavoro dopo che le sue mani hanno lavorato, lavorato e ancora lavorato gli impasti…

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Per esempio, se vi dico sessole, a cosa pensate? No, non fate i maliziosi, non fraintendiamoci non lasciatevi ingannare dal nome!
Se qualcuno di voi ha la passione per le barche e la pesca, ha un po’ di familiarità ma quelle che utilizza il mio chef in questo laboratorio sono ben altra cosa.

Probabilmente piacerebbe anche a loro provare almeno una volta l’ebbrezza del contatto con l’acqua di mare (anche a me, son sincero) ma devono accontentarsi di lavorare ogni giorno a contatto con le farine, distribuirle nella giusta quantità in maniera che ogni volta sia uguale a quella precedente: direi che non è comunque un brutto lavoro, anzi!

Da quassù posso vedere la cura con cui il mio chef sceglie di volta in volta la giusta sessola da utilizzare per il suo impasto, perché mica ne esiste solo una! Qui da noi ce ne sono svariate, tutte di dimensioni diverse, che assolvono ad un compito ben preciso. Le tratta con una delicatezza estrema, ogni sera le lava e le asciuga alla perfezione per farle brillare ancor più del giorno precedente e le ripone in ordine, pronte per un nuovo utilizzo.

Riconosco la loro importanza, su di loro lo chef può fare affidamento perché quando deve impastare o aggiungere ingredienti, loro sanno come comportarsi, sempre, in qualsiasi circostanza. Le sessole sono parte di una grande famiglia di strumenti che Angelo utilizza giorno dopo giorno, le sue vere estensioni senza cui si sentirebbe un po’ più solo.

Con le sessole, nel nostro laboratorio ci sono anche le spatole con cui il mio chef spesse volte ama divertirsi, immaginare e sognare…
Come faccio a saperlo? Sono il suo cappello, trattengo i suoi pensieri, ormai dovreste averlo capito.
Con quelle in mano, un giorno si finge D’Artagnan, il giorno dopo Zorro. Le spatole sono le sue spade con cui tagliare gli impasti per sezionarli in porzioni tutte uguali: mi piace quando tira fuori il suo animo fanciullesco e si diverte ad immaginare queste storie.
Anche le spatole vengono pulite perfettamente alla sera e io amo questo momento, perché alla fine riesco anche a specchiarmici: vedere riflessa la mia immagine e quella di Angelo nello stesso strumento mi dà sempre una grandissima emozione!
Insieme a noi si specchiano anche i miei fratelli, compagni inseparabili insieme allo chef. Con loro condivido lo stesso armadietto alla sera, con loro mi confido e mi confronto. Sapete, tra simili ci capiamo…

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